CHI SIAMO

Una breve storia della Cirio attrezzature subacquee


Cirio Filippo, mio padre, nacque a Torino il 29 ottobre 1921 nel 1926 i miei nonni si trasferirono con lui a
Buenos Aires dove frequentò le scuole primarie.

Aveva una grande passione per la meccanica e già da bambino si cimentava in avventurose riparazioni della macchina per cucire di nonna, per altro con successo.

Nel 1934 la mia famiglia fece ritorno in Italia.
Durante la traversata in nave, Filippo conobbe Guglielmo Marconi che rientrava da un esperimento di comunicazione intercontinentale.

Passò giornate intere a chiacchierare con lui dal quale ricevette molti stimoli. In Italia frequentò scuole professionali di meccanica e a 19 anni partì in guerra. Fu addestrato come radiotelegrafista ma al momento di entrare in servizio fece il diavolo a quattro e riuscì ad entrare nella Folgore.

Appena ottenuto il brevetto da paracadutista scoprì la X MAS e tentò di entrare ma il comando aveva investito troppo nel suo addestramento e gli rifiutò il permesso. Così affrontò El Alamein e tre anni di prigionia con gli Inglesi, prima al Cairo e poi volontario come meccanico d’auto per destinazione ignota: finì in India a Bopal.

Dopo la guerra riparò motociclette e poi automobili ma la nostalgia del mare era forte e progettò il primo erogatore "Abissal Super" 1957.

Fece il prototipo che era composto da un riduttore di pressione unito con un tubo rigido al secondo stadio che, come camera di espansione, usò quello che aveva a portata di mano: la scatola del clacson della Topolino.
Io me lo ricordo, era tutto in ferro, pesantissimo ma funzionava bene e la prima immersione in mare scese a meno 50 nel golfo di Portofino.

Il modello definitivo fu in alluminio fuso ricoperto da una vernice plastificata quasi subito sostituita dall’ossidazione anodica. I primi modelli montavano sulle bombole che allora avevano l’attacco industriale con un dado da 32 m/m e con l’erogatore si forniva la grossa chiave per la chiusura.

Lo ritengo un apparecchio interessante come collezione che oltre ad essere rarissimo per il numero modesto di pezzi costruiti è, forse, l’unico Bi-Stadio con i corrugati.

Poi venne la ditta Tigullio di Recco ( Genova), 1959, che si incaricò della commercializzazione per tutto il mondo tranne che per il Piemonte dove si era creato un giro di subacquei i quali frequentavano la nostra officina di Torino, che consideravano un punto di ritrovo, quasi come un club di amici.

La Tigullio chiese altri articoli: bombole, profondimetri, cinture, manometri , anche tre misure di fucili a molla ed un erogatore bi-stadio un po’ più moderno con il secondo stadio sotto la bocca ( come quelli di oggi) 110 m/m di diametro.

Era l' "Abissal Normale".
A metà degli anni 60 cominciavano a circolare sul mercato i primi erogatori di piccole dimensioni ed anche la Tigullio volle il suo "mini Abissal" .Uscì identico al Normale ma di soli 80 m/m di diametro. Veniva prodotto direttamente a Recco ed io addestrai il personale dello stabilimento.

Qui ricordo un aneddoto : consegnammo i prototipi, la camera iperbarica per il collaudo delle torce, ed i banco di prova per gli erogatori; ovviamente ci fu la prova in mare per i test sul nuovo mini erogatore ed uscimmo appena fuori dal porticciolo di Camogli dove il fondale era sufficiente per le prove, io mi immersi e seguii il programma stabilito.
Quando riemersi su Ettore ( Ettore De barbieri) co titolare e co fondatore della Tigullio) volle provare personalmente l’apparecchio, si immerse e dopo qualche minuto riapparve visibilmente contento, tanto fu l’entusiasmo e la fretta di volerci comunicare la sua approvazione che si tolse l’erogatore troppo in fretta e la dentiera gli rimase attaccata al boccaglio.

Verso la fine dei ’60 usci il modello micro finalmente dalle dimensioni moderne che, con poche modifiche, si trasformo in " SM 70" costruito in esclusiva per la Pirelli (1969) con la rubinetteria per le bombole ed i famosi piombi ad innesto rapido a forma di saponetta.

Nel ’72 usci il modello "Antartide" così chiamato perchè in quell’anno ne fornimmo un paio all’istituto Luce assieme a due fari giganti per cinematografia che vennero usati per le riprese durante una spedizione in Antartide con il regista Turolla.

Fu un test in condizioni veramente estreme e grande la nostra soddisfazione per gli ottimi risultati, specialmente per gli erogatori che non congelavano.
Dello stesso periodo era il BI-Erogatore che aveva il secondo stadio doppio e doveva garantire il funzionamento in ogni caso, appunto perchè doppio.

Parallelamente a tutto ciò ci fu l’evoluzione delle custodie foto-cine della Cirio, cominciando dalla prima per la fotocamera Voiclander Vito C, ricavata da un tubo di ferro con il fondo in lamiera bombata a mano da un battilastra e dipinta con vernice martellata al piombo ( esemplare unico ), seguirono altre custodie, tutte in alluminio fuso: dalle piccole Kodak alle grandi Arriflex 16 e 35 m/m. Da ricordare la Contina Sub costruita in esclusiva per la Photocinesub di Franco Sialla ( 1967).

Bruno Cirio: bruno.cirio@abissal.it



IL NOSTRO STAFF

Bruno Cirio (1949)

pioniere, progettista e collaudatore


Francesco Cirio (1978)

perito aeronautico, progettista, programmatore e tecnico d'elicottero